Il talento del collezionista

Nel 1969, finito il liceo a Foggia, arriva a Napoli per studiare architettura un giovanissimo Michele Bonuomo. Personaggio colto, curioso e ricco di intuizioni, già negli anni ’80 diventerà un leggendario collezionista e mecenate dell’arte nonostante le scarsissime risorse finanziarie: pazientissimo tanto nella raccolta quanto nell’esplorazione, Bonuomo mette insieme una raccolta che comprenderà fotografie, stampe, quadri e oggetti di ogni tipo, proprio come l’Eduard Fuchs di Benjamin.

Movement Study, Rudolf Koppitz, 1925.

Movement Study, Rudolf Koppitz, 1925.

La sua collezione si focalizza inizialmente sulla città di Napoli, dove a fine Ottocento era stato fondato il primo Camera Club Italiano: sorgono le prime associazioni pionieristiche di fotografi e molti stranieri si trasferiscono in città per aprirvi uno studio temporaneo. Bonuomo è un esperto di storia della fotografia e ben presto la sua ricerca si espande verso autori più recenti. Tra gli scatti in suo possesso, infatti, ricordiamo: Antonio Beato, James Anderson, Alphonse Bernoud, Giacomo Brogi, Giorgio Conrad, Giovanni Crupi, Antonio D’Alessandri, Gustave Chauffourier, Giacomo Caneva, Robert MacPherson, Francesco Paolo Michetti, Giorgio Sommer Carlo Naya, Paolo Salviati, Gustave Le Gray, i fratelli Zangaki e Luigi Ghirri.

Pugliese di nascita, Bonuomo è napoletano di cultura, e lo si comprende dalla sua storia, intrecciata alle vicende della galleria d’arte di Lucio Amelio. Michele e Lucio, infatti, condividono un fecondo percorso che, tra le tante avventure a cavallo degli anni settanta e ottanta, darà luogo alla scoperta di gran parte delle lastre originali del fotografo tedesco Wilhelm Von Gloeden.

Alle foto scoperte presso la Libreria Bowinkel di Piazza dei Martiri a Napoli si arriva alla spedizione a Taormina, che portò al ritrovamento delle lastre: Von Gloeden aveva accumulato migliaia di scatti che dopo la sua morte erano andati in eredità ad un suo modello, nonché protetto e favorito, Pancrazio Buciuni (processato dal fascismo e morto a sua volta nel 1963). L’esposizione delle foto di Von Gloeden si terrà al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1978, poi in galleria a Napoli, da Lucio Amelio. Il catalogo della mostra è aperto da un testo di Roland Barthes.

Insieme ritroveranno anche il lavoro fotografico di Curzio Malaparte a Napoli e, in seguito al terremoto del 1980, daranno vita alla famosa esposizione «Terrae Motus» che comprende, tra gli altri, opere di Joseph Beuys, Andy Warhol, Michelangelo Pistoletto, Miquel Barcelò, Tony Cragg, Gerhard Richter, Gilbert e George, e Keith Haring. La mostra è oggi allestita in una semi abbandonata Reggia di Caserta.

Lucio Amelio morirà nel 1994. Michele Buonuomo è attualmente direttore di due riviste, “Antiquariato” e “Arte“, entrambe edite da Mondadori.

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